sabato 2 Luglio 2022
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Centro Alta Diagnostica, dibattito in Consiglio. Coletta: qualcuno vuole che il progetto salti

Arriva in Consiglio Comunale il dibattito sul Centro di Alta Diagnostica, con la maggioranza con in testa il Sindaco Damiano Coletta favorevole a rivedere gli accordi stipulati nel 2015 e aperta all’arrivo del tomografo RM 3T, e la minoranza che invece vuole il rispetto degli accordi originari, che prevedono il posizionamento del tomografo ibrido Pet/RM 3T. Da una parte infatti i consiglieri di LBC Maria Grazia Ciolfi e Dario Bellini hanno proposto un atto integrativo che dà mandato al sindaco di attivarsi per giungere alle procedure di rimodulazione dell’accordo di programma. Dalla minoranza Matteo Coluzzi, Alessandro Calvi e Matteo Adinolfi hanno proposto che l’amministrazione comunale di Latina richiami gli enti sottoscrittori al rispetto del protocollo di intesa del 2012 e all’accordo di programma 2015. I tre esponenti della minoranza propongono anche di ricorrere alla magistratura in caso di mancato rispetto dell’accordo per arrivare a un risarcimento del danno.

Il dibattito è stato introdotto dal sindaco Damiano Coletta che ha fatto una cronistoria di quanto accaduto, per arrivare al maggio 2017, quando il diniego da parte della Regione Lazio ha aperto il problema dell’impossibilità di installare il macchinario previsto negli accordi del 2015. E ha voluto fare chiarezza perché dice, che “i cittadini hanno acquisito informazioni parziali”.

“Il piano B – così Damiano Coletta definisce il progetto alternativo proposto dalla Fondazione Roma – ha caratteristiche analoghe se non superiori al Piano A, quindi vengono rispettati i principi del protocollo”.

Difende poi il ricorso al professore Roberto Grassi presidente della Società Italiana Medici Radiologi, perché, dice, le società scientifiche sono accreditate dal Governo per dettare le linee guida in tema sanitario, dunque il loro ruolo è quasi istituzionale. “Quindi non è che ho deciso io per le vie brevi – spiega Damiano Coletta riferendosi alla lettera di Eleonora Della Penna, con cui, dice – ci siamo sentiti telefonicamente, e le ho detto che avevo pensato alla SIRM, lei ha dato l’assenso, poi le ho comunicato con una nota dell’incarico a prof. Roberto Grassi. È trascorso un po’ di tempo per un problema interno di natura burocratica. Adesso mi dicono che sono passati tre mesi (rispetto al consiglio comunale di agosto, ndr), ma se è per questo sono passati 5 anni rispetto al piano A”.

Damiano Coletta prosegue poi sviscerando il parere arrivato dal professor Roberto Grassi: “L’evidenza clinica e l’evidenza della ricerca dicono che l’ibrido Pet/RM 3T non ha mantenuto le aspettative che evidentemente c’erano. Dal punto di vista diagnostico il parere ci dice che l’apparecchio ibrido ha prestazioni inferiori rispetto agli apparecchi singoli. Con il piano B noi possiamo fare 100 esami, con il piano A solo 10. Ma 100 esami in quale campo? In un filone di ricerca in ambito ortopedico e fisiatrico che interessa atleti e sportivi, e ricerca nel campo oncologico, in sinergia con la radioterapia. Questa è una opportunità vera per la nostra comunità. Dal punto di vista della ricerca il macchinario RM Prisma è all’avanguardia e ha campi di applicazione più ampi rispetto all’ibrido e con pazienti più consistenti numericamente: RM Prisma è più fruibile rispetto a Pet RM”.

“Ciò che dice il parere mi sembra chiaro e vi confesso che lo sapevo già – aggiunge Damiano Coletta -, perché sono nel mio campo. D’accordo, è la politica che decide, ma decide su quali elementi? Io decido sulla ricaduta enorme che abbiamo sulla comunità, ricadute notevolmente maggiori sulla diagnostica, e sulla ricerca non è precluso nulla. E anche l’Università è d’accordo, lo ha detto il prof. Della Rocca (Preside della Facoltà di Medicina di Latina dell’Università La Sapienza di Roma, ndr)”.

Poi Damiano Coletta vuole far chiarezza rispetto a eventuali complotti e dietrologie. “Sono state dette tante cose in questo periodo e mi dispiace che siano state dette in modo inappropriato. Rispettare l’accordo è questione di coerenza, ma se è cambiata la tecnologia, si ha la dimostrazione che l’indirizzo non è quello che ci si aspettava, io ritengo che ora abbiamo una opportunità enorme. La politica deve scegliere ma non deve inquinare e qui si stanno inquinando le prove. Qualcuno ha interesse affinché questo progetto salti. Rispetto i punti di vista ma credo che ci sia un eccesso, un andare sopra le righe. Quando si parla di argomenti che hanno ricaduta sulla comunità credo che ci voglia responsabilità. Non si può parlare di argomenti del settore sanitario dicendo cose a vanvera. Mi riferisco a qualche amministratore che ha detto che il macchinario RM 3T è già presente all’ospedale di Latina: non è corretto, bisogna usare il cervello quando si parla. La discussione va riportata nei binari della correttezza e del rispetto della comunità”.

“Ci sono stati sette sindaci che si sono espressi a favore sempre del piano A. Uno ha fatto marcia indietro, Gerardo Stefanelli (Sindaco di Minturno è anche vicepresidente della Provincia, ndr). A me sembra che questo sia diventato un discorso politico. Io non ci sto a questi giochetti. Si sta inquinando una opportunità che io mi auguro che vada in porto”.

Maria Grazia Ciolfi ha poi illustrato la bontà del macchinario alternativo RM 3T, rispetto all’originario ibrido Pet/RM 3T. Il tomografo RM 3T sarebbe unico in Italia, anche se Padova, ha spiegato la consigliera comunale e provinciale, ne ha già fatto richiesta, pur avendo essa stessa un tomografo ibrido Pet/RM 3T. “Il tomografo RM 3T ha peculiarità che altri tomografi presenti nelle strutture romane non hanno. L’Università ci ha detto che sarà possibile fare un protocollo con l’università di Cambridge per fare ricerca. Dal punto di vista scientifico si farà ricerca di altissimo livello, e più semplice con migliori risultati sia a livello body sia a livello mammario e prostatico. È utile sia a livello diagnostico che di prevenzione, cosa che manca in Pet/RM. Ha un ruolo fondamentale in malattie neurodegenerative quale alzheimer, parkinson e sclerosi multipla. E ha possibilità di fare analisi del distretto polmonare perché è rapida. Per questo chiediamo la sostituzione dell’apparecchiatura e il mantenimento degli accordi del protocollo”.

Indipendentemente da cosa deciderà il Comune, la Provincia si è già espressa: o si rispettano gli accordi di programma o chiederà indietro 800 mila euro dati al Comune per i lavori di ristrutturazione del locale di Via XVIII Dicembre. Se passasse la proposta di Latina Bene Comune, si rischia di andare verso l’annullamento dell’accordo di programma. Farne uno nuovo implicherà delle lungaggini burocratiche, oltre che bisognerà trovare gli 800 mila euro che si vorrà riprendere la Provincia. Insomma, il rischio è che il Centro di Alta Diagnostica non si farà mai. Questo è ciò che ha sottolineato Nicola Calandrini, mentre Enrico Forte in qualità anche di consigliere regionale, ha ricordato che la Regione si è già detta disponibile a rivedere il diniego dato al tomografo ibrido, a patto che il Comune presenti il progetto definitivo sulla struttura dove sono in corso i lavori e se è tutto a norma, la Regione autorizzerà. Ma l’orientamento della maggioranza sembra un altro, andare verso l’RM 3T, unico in Italia. Un prestigio che rischia di impantanarsi vista la posizione della Provincia.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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