lunedì 6 Dicembre 2021
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La “solitudine imprenditoriale”… l’importanza della “relazione”!

Essere imprenditori oggi: sfida o follia? Sicuramente risulta sempre più difficile, in un paese frenato da una significativa pressione fiscale, che riserva alle imprese lungaggini burocratiche incomprensibili. C’è difficoltà a fare rete tra le imprese, c’è difficoltà per l’accesso al credito e le poche imprese che sopravvivono sono ormai sparse come oasi sul territorio.

Si parla di ripresa economica, dell’aumento dei consumi, di una nuova fiducia. Ma nel concreto cosa vediamo? Imprenditori soli che giorno dopo giorno cercano di resistere alla crisi, che fanno fatica a pagare a fine mese i propri operai, costretti a dilazionare i pagamenti ai fornitori, stretti nella morsa delle tasse. La dinamica appartiene sicuramente più alle piccole imprese che alle grandi imprese, ma le piccole aziende rappresentano la centralità del nostro tessuto produttivo.

Si parla di internazionalizzazione e di innovazione, ma per ora restano soltanto due grandi salti nel buio. Le persone si sentono abbandonate da uno Stato che non aiuta o aiuta in modo irrilevante, perché il risultato è solo un conto in banca in rosso e precipitano quei valori che hanno disintegrato la comunità e il tessuto sociale.

Per molti imprenditori l’azienda è come una “creatura”, sia se creata ex novo che tramandata da padre in figlio. Tutte le forze, tutte le energie sono dedicate a lei. A volte capita, ed è bene anche sottolinearlo, che però l’imprenditore viaggi in una sorta del “so tutto io”, chiuso in una presunzione che non accetta il confronto. E si trova così nel bel mezzo di un dilemma.

E’ una sorta di accelerazione continua, che oggi si riversa nel dimenarsi tra revoche di fidi, decreti ingiuntivi, cartelle esattoriali, scadenze e arretrati. Abbiamo tanti capitani d’impresa, ma non una matura cultura imprenditoriale innovativa in grado di interpretare con coraggio e decisione una via della crescita e dello sviluppo.

È necessario mettere in relazione le imprese per avere una buona cultura imprenditoriale. Probabilmente deve assimilarsi il concetto che “da soli non si va da nessuna parte”. L’importanza del gruppo diventa fondamentale per attuare quello che gli inglesi chiamano “brainstorming”, la tempesta dei cervelli.

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