domenica 17 Ottobre 2021
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Latina: tutti contro Zuliani. Lei risponde: “Pd colonia di Coletta”

L’uscita di Nicoletta Zuliani dal Partito democratico ha portato con sé alcuni strascichi. In molti non sono d’accordo con la sua decisione, alcuni la considerano sbagliata anche a livello temporale, in un momento così delicato per il Pd (dopo l’arresto di Moscardelli), e per la città che si avvicina alle elezioni amministrative.

Il dibattito si sposta sui social ed è anche qui che il vicesegretario cittadino Pd Latina, Stefano Vanzini esprime la sua delusione. “Il simbolo (come puoi vedere dalla mia immagine del profilo) – scrive – noi lo portiamo con orgoglio, come rivendichiamo una scelta di campo importante come quella di sostenere la ricandidatura di Damiano Coletta.

Con determinazione proveremo a portare una lista rinnovata, quindi se deciderai di candidarti ti ritroverai contro sulla scheda elettorale il simbolo che fino a ieri era casa tua. Con rammarico per i modi e i tempi del tuo addio (forse la decisione la potevi prendere mesi fa), fammi dire che ora sembra che stai scappando per un porto più sicuro”.

Zuliani non ha potuto che replicare, ancora una volta su Fb con un lunghissimo post in cui spipiega nel dettaglio la sua sofferta decisione.

“Fino a pochi giorni fa io ero insieme forse ad altri 3 o 4 ad essere certa candidata, l’unica esponente con un ‘pacchetto di voti vivo’: tutti gli altri decidevano di non candidarsi perché ‘avevano già dato’, o perché ‘preferivano convogliare le proprie forze per far vincere qualcuno del proprio gruppo’, o si candidavano nella lista del sindaco perché ‘avevano più probabilità di venire eletti’. Questo rendeva, di fatto, la lista del Pd sgonfia, priva di motivazione e debole.

Mi chiedo, come mai nessuno voleva dare forza alle idee e ai valori del Pd in questa coalizione?

Perché, vedi, il Pd fino ad oggi, rappresentato in Consiglio Comunale da me ed Enrico Forte, aveva evidenziato, errori nella gestione di questi settori: rifiuti e impiantistica, personale, urbanistica, progettualità per ottenere i fondi regionali ed europei, marina.

Per noi qui c’erano degli errori che andavano corretti, e lo abbiamo dichiarato e sostanziato con atti pubblici in consiglio comunale. Era il Pd che agiva”.

Poi critica la scelta di appoggiare Coletta senza il simbolo del partito: “Non si può andare con Coletta ‘per partito preso’ perché lui rappresenta il simbolo della vittoria sulle destre: ci vuole concretezza e rispetto per i cittadini, non solo cieca adesione ideologica. Se il Pd voleva motivare il sostegno a Coletta per avere effetti positivi sulla città e la vita dei cittadini doveva farlo con lo scopo di correggere questi errori”.

I dubbi di Nicoletta riguardano anche la definizione dei ruoli dopo una eventuale vittoria alle elezioni di questo autunno: “Mi chiedo: quali assessorati vuole tenere per sé il sindaco? Forse urbanistica, personale, ambiente/rifiuti? Beh, questo va chiarito prima, non credi?

E per quale motivo il Pd non dovrebbe poter aspirare ad un ruolo di contrappeso politico come il vicesindaco esprimendolo attraverso la persona che esprime il maggior consenso all’interno della sua lista? O c’è la paura che la Zuliani possa essere questa persona?

Mi risulta che sia stato posto un vero e proprio veto da parte del sindaco e di LBC sulla mia persona per questo ruolo, come anche so che è stato chiesto da parte della segretaria di LBC di evitare di ‘portare la Zuliani’ a riunioni con LBC. Come si può sopportare che si venga a decidere dentro casa nostra?

“Ho sempre chiesto trasparenza di regole – continua Zuliani – ma questa pseudocoalizione viene gestita dal sindaco con rapporti ed incontri ‘uno a uno’, mai insieme, mai stabilendo insieme le regole. Questo è un metodo che non mi piace, favorisce accordi dietro le quinte, non è democratico, non è trasparente.

Lo so, sono considerata insopportabile e antipatica perché dico le cose con estrema chiarezza; vengo offesa ed attaccata personalmente e voi mettete like a commenti denigratori sulla mia persona, ma sono costretta a dire queste verità pubblicamente perché mai si è voluto affrontarle in nessun altro modo, nessun tavolo nonostante l’abbia più volte chiesto al sindaco, al mio partito, a tutti.

Sono stata leale col mio partito ed in consiglio ho sempre votato coerentemente con la linea del PD perché lo rappresentavo. Ad un certo punto mi sono accorta che non rappresentavo un bel niente, perché il Pd aveva rinunciato alle proprie idee, ai propri progetti e alla propria dignità di attore politico-amministrativo.

Era diventato un follower ideologico di Coletta: pensa quello che pensano Coletta ed LBC, vuole fare quello che vogliono fare Coletta ed LBC. Simbolo o non simbolo, a questo punto, vale molto poco. La sostanza è: PD=colonia di Coletta/LBC”

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