lunedì 6 Dicembre 2021
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Riprendiamoci il gusto della Politica! Manca sul territorio una visione organica di sviluppo

Giovedì scorso, 19 gennaio, presso il CESV di Latina, grazie all’amico Nicola Tavoletta, direttore delle ACLI, abbiamo avuto la possibilità di un confronto con Antonio Russo, responsabile nazionale welfare dell’Associazione dei lavoratori cattolici, sui corpi intermedi. Numerosi gli addetti ai lavori. Importanti analisi, dati, riflessioni e sollecitazioni.

Il disegno è chiaro: i corpi intermedi, il terzo settore, il mondo dell’associazionismo e del no profit, sebbene essenziale in questo momento di profonda difficoltà sociale ed economica, non riesce appieno a svolgere la propria mission causa una visione della politica (e dei politici!) che a parole promuove il ruolo del terzo settore ma nella realtà lo vuole parcellizzato e sotto controllo, con mille lacci e laccioli.

Ecco che il confronto si sposta necessariamente sul piano squisitamente politico (non partitico poiché i toni dei colori partitici e ideologici oggi sono sbiaditi ed impercettibili) e, come cattolici, abbiamo il diritto/dovere di riprenderci il gusto della Politica.

Dobbiamo smetterla di “stare sul balcone”, come ci rammenta Papa Francesco, e di scendere per la strada dell’impegno quotidiano. Qualcuno “storcerà il naso” ma non si può più accettare una situazione di stallo sociale ed economico.

Le nostre piccole attività, le imprese familiari come le aziende artigiane con troppa difficoltà vanno avanti, soffocate dalle incertezze amministrative, dal troppo fisco e dai tanti lacci e laccioli che le avvinghiano in un abbraccio penalizzante. I “Corpi Intermedi” devono riprendere con vigore la propria funzione dialogando, confrontandosi con la Politica e trovare insieme soluzioni.

Manca oggi, sul nostro territorio provinciale una visione organica di sviluppo economico. Troppi personalismi, troppe sigle che rappresentano solo se stesse senza alcuna progettualità; una politica povera di valori condivisi.

Associazioni, Organizzazioni datoriali e sindacali, APS… tutti soggetti che rappresentano interessi diffusi del territorio.

Oggi bisogna avviare, noi per primi, una azione di coordinamento, di rete reale ed operativa, fare sinergia propositiva per fare “massa critica” e non cadere nelle tentazioni dei personalismi e/o della gratificazione “ad personam” del politico di turno. Dobbiamo avere la forza di lanciare sul territorio nuove proposte sociali e valoriali. Noi, con il “FORUM 015” (Confartigianato, ACLI, Compagnia delle Opere, Confcooperative….) ci stimo provando, anche a Latina.

Ecco che bisogna ridare forza e voce al mondo della scuola e dell’educazione, riprenderci una presenza nel mondo universitario ed essere testimonianza di una reale risposta ai bisogni della persona, riprogettare uno sviluppo economico che parta dai comuni e dalla provincia, sostenere il sistema sussidiario del mondo associativo, riposizionare al centro della politica locale “la famiglia” come welfare di fatto e ammortizzatore sociale indiretto, promuovere reali politiche locali atte ad uno sviluppo del commercio e delle aziende artigiane e familiari.

Ricordiamoci (anche qui qualcuno storcerà il naso) che la dottrina sociale (punto 185) ci rammenta che “è impossibile promuovere la dignità della persona se non prendendosi cura della famiglia, dei gruppi, delle associazioni, delle realtà territoriali locali, in breve di quelle espressioni aggregative di tipo economico, sociale, culturale, sportivo, ricreativo, professionale, politico, alle quali le persone danno spontaneamente vita e che rendono loro possibile una effettiva crescita sociale…”

Bisogna operare!!!

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