martedì 16 Agosto 2022
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Terracina, maltrattamenti sugli anziani della casa di riposo: 3 condanne

Sono stati condannati tutti gli imputati nel processo Ade, l’operazione della Guardia di finanza che portò a scoprire in una casa di riposo di Terracina non solo irregolarità contrattuali dei dipendenti, ma anche gravi maltrattamenti sugli ospiti.

Il processo che si è concluso ieri presso il tribunale di Latina si è svolto davanti al giudice Giuseppe Molfese. Gli imputati hanno scelto il rito abbreviato, che consente la riduzione di un terzo di una eventuale condanna in cambio della rinuncia al dibattimento.

Alla fine sono arrivate le condanne per Raffaele Monacelli, reale gestore della struttura Villa Serena San Raffaele onlus, a 6 anni e 8 mesi di carcere, per la titolare Narcisa Urzache a 5 anni e 4 mesi e per Camelia Luminita Safta, un’operatrice sanitaria impiegata nella casa di riposo, a 2 anni e 10 mesi.

I finanzieri avevano portato alla luce un vero e proprio regime di vita vessatorio, mortificante ed insostenibile, fatto di continue ingiurie e minacce, nonché di violenze fisiche e verbali, con offese ed insulti. In taluni casi, al fine di zittire i degenti della struttura residenziale – per i quali le famiglie d’origine pagavano in media una retta mensile variabile dai 1.000 ai 1.500 euro – venivano somministrati farmaci agli anziani in modo superficiale e talvolta anche con l’uso della forza.

Per far cessare le lamentele degli anziani ospiti, venivano minacciati di subire punture di farmaci non meglio precisati, oppure di essere esposti alle intemperie esterne. In diversi casi, inoltre, non venivano prese in considerazione neanche le richieste di soddisfacimento di bisogni primari ed essenziali, quali l’alimentazione, la necessità di essere lavati o andare in bagno, oppure di parlare al telefono con i propri familiari.

Venivano inoltre ignorate tutte le prescrizioni imposte dall’emergenza sanitaria per la prevenzione del contagio da Covid 19, in quanto nessun dipendente della struttura indossava dispositivi di protezione, nell’approcciarsi agli anziani e fragili ospiti.

Le indagini furono coordinate dal Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza e dal Sostituto Procuratore Marco Giancristofaro e l’ordinanza fu emessa dal Gip Giuseppe Cairo. Gli accertamenti portarono anche a svelare l’impiego di cinque lavoratori in nero (tra cui due clandestini successivamente segnalati per l’adozione di un decreto di espulsione dal territorio italiano).

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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