giovedì 18 Agosto 2022
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Vivere insieme per caso o essere popolo? Il dilemma di Latina

Non servono eroi, non serve qualcuno che salvi tutti, ma che ciascuno salvi la propria dignità, che non la venda mai. Latina è città di epopee, è enfatica di necessità di aiuti da lontano per uscire dal fango. Non vorrei che i miei concittadini scoprissero che non siamo con l’acqua alla gola per via delle pompe della Tosi e non facciano di quell’acciaio feticcio.

Giancarlo Loffarelli mi ricorda in un incontro pubblico che a Sezze, il mio paese, ci fu un prete che fece “scisma” da Roma, aveva parrocchia a San Pietro ed era seguitissimo dalle donne piiissime del centro storico. Lo seguirono nello “scisma” e lui si proclamò di Lutero, loro non ebbero nulla da eccepire, Papa o Lutero poco cambia, ma quando le informò che da luterani dovevano “limitare” il culto della Madonna, lo abbandonarono. Perché sul resto si discute, ma sul senso del vivere no, esiste il limite del sentire profondo. Erano affascinate da nuove virtù, ma era salde nelle vecchie.

Ecco Latina ha la forma, ha Lutero indifferente al Papa, ma non ha Madonna, non ha il sentire profondo che fa la differenza tra vivere insieme per caso e essere popolo, comunità. Sono i valori non gli eroi che fanno la differenza, senza valori sei solo assenza e tutto è uguale. Questo va cercato, il profondo, non l’affondo e una barca che passa per caso cui aggrapparsi, perché se basta il legno non fai differenza tra il vascello di Spagna e quello dei pirati.

Lidano Grassucci
Direttore di LatinaQuotidiano fino ad Aprile 2018. Giornalista professionista, laureato in scienze politiche, è stato direttore de Il Territorio, Tele Etere, Economia Pontina, caposervizio presso Latina Oggi e autore di numerose pubblicazioni.

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