martedì 16 Agosto 2022
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Incendio Loas ad Aprilia, chiuse le indagini: 3 gli indagati

Chiuse le indagini sull’incendio della Loas ad Aprilia, dove andarono in fumo tonnellate di rifiuti. Tre le persone iscritte nel registro degli indagati: il legale rappresentante della società, Alberto Barnabei, il socio Liberato Ciervo e l’ex socio Antonio Martino.

Sebbene il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e il sostituto procuratore Andrea D’Angeli si siano convinti che ad appiccare l’incendio siano state persone rimaste ignote, i tre non avrebbero avuto le autorizzazioni necessarie a stipare quella quantità di rifiuti. Sono accusati tra l’altro di incendio colposo, di raccolta indiscriminata dei rifiuti (si parla di un’eccedenza rispetto a quanto stabilito dalle autorizzazioni), e di irregolarità nella gestione delle acque reflue.

Tutti e tre sono difesi dagli avvocati Michela Monda, Roberto D’Amico e Fabrizio D’Amico, che hanno presentato una memoria difensiva di 21 pagine, una sintesi di un compendio documentale di 1066 pagine, che si articola in due parti: una consulenza tecnica relativa alle origini dell’incendio e l’altra che si sofferma  sula legge sui rifiuti e sulle autorizzazioni. Secondo il difensore stando ai libri di carico e scarico l’azienda sarebbe stata al di sotto di decine di tonnellate di materiale consentito nell’area e che si tratterebbe interamente di rifiuti non pericolosi.

Intanto Liberato Ciervo è stato interrogato il 1 luglio scorso dai carabinieri forestali e ha negato in quella sede ogni addebito, spiegando anche che il sistema antincendio era scattato immediatamente.

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