giovedì 18 Agosto 2022
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Pontinia, il Comitato Mazzocchio lamenta ancora miasmi. L’Ispra: “Gestione rifiuti traballante”

Nonostante il sequestro della Sep di Pontinia i miasmi non si fermano e il comitato Mazzocchio si vede costretto a portare di nuovo l’attenzione sui disagi subiti nel territorio. Così i cittadini riuniti hanno inviato una lettera al Comune di Pontinia, alla direzione Ambiente della Regione Lazio, ai carabinieri di Latina (Noe, forestale e Nipaf), affinché effettuino ulteriori verifiche al fine di eliminare il problema.

“Presumiamo – si legge nella missiva – che i cattivi odori derivino dal proseguo delle attività di lavorazione di rifiuti già presenti nello stabilimento. Tali miasmi, comunque presenti, diventano poi assolutamente intollerabili quando, per motivi a noi sconosciuti, la Sep, per ore ed ore, apre completamente tutti i portoni del capannone, causando la libera fuoriuscita di tutta l’aria putrida presente nel capannone”.

I miasmi riaccendono l’attenzione anche sulla gestione del ciclo dei rifiuti in tutta la regione nella quale, ogni giorno, si scopre una falla. Così è stato con la chiusura di Sep, così con la decisione della Rida di Aprilia di non ricevere più i rifiuti della Capitale, così con la piccola crisi che qualche giorno fa ha interessato Frosinone. Il 31 ottobre a Cerreto, a Roccasecca, la discarica Mad di Valter Lozza per motivi poi non chiariti non ha ricevuto i normali quantitativi di scarti. Creando così problemi all’impianto Tmb Saf, a Colfelice. Senza una spiegazione plausibile qualcuno ha pensato ad un braccio di ferro politico, perché in questo momento sono in ballo una serie di autorizzazioni e la stessa delibera 199 del 2016 che permettere di riaprire tante discariche ormai piene.

Una delibera che però va nel senso opposto di quanto indicato dall’Unione europea che invece punta sempre più a trattare i rifiuti e a conferirne sempre meno in discarica. Soltanto pochi giorni fa è stato anche diffuso il rapporto Ispra sui rifiuti Urbani, nel quale si evincono i tanti problemi e le contraddizioni di una gestione “traballante per la mancanza di impianti di trattamento, termovalorizzatori e discariche”. L’Ispra ha sottolineato anche come in alcune province spingono a trasporti lunghi e dispendiosi anche oltre il confine regionale.

In tutto questo le istituzioni tacciono e a beneficiarne sono sempre gli stessi ai danni dell’ambiente e delle tasche dei cittadini.

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