martedì 16 Agosto 2022
spot_img

#QuartaRepubblica – La politica riconquista spazio e i grillini si svuotano, non è una casualità

Il sorpasso della Lega sul M5S non è una novità. Il trend che emerge nelle indagine di quasi tutti gli istituti demoscopici, conferma le impressioni che si traggono ascoltando i ragionamenti delle persone comuni nei luoghi pubblici. Per un attento osservatore politico l’evoluzione dello scenario era prevedibile dal primo giorno della formazione del nuovo governo. Semplicemente la politica si è ripresa il suo posto nello spazio lasciato vuoto dal pressapochismo e dall’incompetenza grillina. 

Salvini ha imposto la sua agenda al governo ed alla comunicazione. Il “contratto” è andato a farsi friggere, Di Maio annaspa dietro ai Rider, Conte passa il tempo a leggere le dichiarazioni del leader leghista anziché i dossier di politica economica.

Le esternazioni di Salvini su migranti e rom sono deprecabili e pericolose, ovviamente dal punto di vista di un democratico europeista, tuttavia rispondono ad una precisa visione della società. Diversamente le proposte dei grillini sono fuffa, una melassa di contraddizioni incastrata tra la voglia di apparire innovatori e la necessità di essere conservatori per non perdere il contatto con la pancia degli elettori, l’unico fine dell’iniziativa grillina.

Il sorpasso della Lega è l’esito prevedibile e quasi scontato del “governo naturale” sancito dal voto del 4 marzo che ha fuso le due versioni di populismo nel contratto gialloverde.

C’era bisogno di un passaggio governativo per portare al centro dello scenario l’inconsistenza grillina, già emersa a Roma, Torino e nelle città con amministrazioni tinte di giallo, ma negata a livello nazionale fino a qualche giorno fa.

Per fortuna un bel pezzo degli elettori in fuga l’ha riconosciuta ed individuata.

Non è dato sapere quanto tempo occorrerà affinché i grillini tornino nella corretta dimensione elettorale spettante ad una forza politica che fonda il suo consenso sulla frustrazione degli esclusi e sulla rabbia dei mediocri, ma di sicuro la discesa appena avviata è inevitabile e difficilmente sarà irreversibile.

Potrebbero riaprirsi le porte ad un sano bipolarismo tra destra e sinistra, società aperta vs società chiusa, europeisti vs sovranisti, senza dover ripartire dal pauperismo politico degli ultimi anni che ha annichilito le istituzioni costrette a parlare di vitalizi, scontrini, fatture e rimborsi vari.

Un’occasione importante ed anche imprevista, per il breve tempo nel quale si sta concretizzando, per il mondo progressista e democratico che deve rilanciarsi evitando di mettersi sul piano di quelli che hanno il vento in poppa, come è successo in occasione del taglio ai costi della politica, ma puntando alla  conquista dell’egemonia culturale che è la premessa di quella politica, facendo prevalere la scelta della solidarietà, dell’Europa e del multiculturalismo, sulla paura, la divisione ed il rancore.

Giorgio De Marchis
Nato nel 1968 a Latina. Laureato in Scienze Politiche è il Direttore del Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci. Consigliere comunale nel comune di Latina dal 1997 al 2015, è esperto in amministrazione e innovazione nelle Amministrazioni Pubbliche. Cura un blog personale e la rubrica #quartarepubblica su latinaquotidiano.it. Libere opinioni espresse su politica, storia, informazione, costume e società.

CORRELATI

spot_img
spot_img