giovedì 11 Agosto 2022
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Report 2020 della Caritas di Gaeta, con la pandemia +400% di interventi

La Caritas diocesana di Gaeta presenterà lunedì 19 luglio alle 20.30 presso l’area archeologica Caposele a Formia (LT) il Report 2020 dal titolo “Un noi da costruire”, uno strumento di analisi delle povertà del Lazio sud. L’evento sarà in diretta anche sulla pagina Facebook Arcidiocesi di Gaeta. Il Report è frutto del lavoro attento e minuzioso dell’Osservatorio delle povertà e delle Risorse, uno strumento metodologico che le Caritas diocesane utilizzano già da alcuni anni e che è attivo anche nell’arcidiocesi di Gaeta grazie ai tanti volontari parrocchiali coinvolti.

L’Osservatorio ha l’obiettivo di individuare vecchie e nuove criticità nel tessuto sociale, ma anche di cogliere i punti di forza su cui far leva per riuscire a intervenire in maniera sempre più mirata e sistematica. Man mano che i dati vengono raccolti si passa alla sistematizzazione e interpretazione degli stessi ad opera di collaboratori professionisti nell’ambito della sociologia e della statistica. I risultati sono pubblicati periodicamente con varie formule. Il report è uno dei modi, il più organico e completo, per divulgare e condividere le informazioni aprendo spazi di confronto e di progettazione. Oltre che la Chiesa diocesana, i destinatari sono le istituzioni, il tessuto economico produttivo con i suoi attori e gli operatori del terzo settore.

“La pandemia – ha spiegato don Alfredo Micalusi, direttore della Caritas diocesana di Gaeta – ha avuto un impatto devastante sugli aspetti socio-economici del nostro territorio e le nostre Caritas hanno avuto grande capacità di resilienza rafforzando i servizi e attivandone di nuovi. I numeri assoluti sono a dir poco paurosi, con il 100% in più di utenti e il 400% di interventi in più rispetto la scorsa rilevazione”.

Il titolo del Report 2020 è “Un noi da costruire. In direzione ostinata e contraria verso comunità includenti”, che fa capire quali siano modalità e obiettivi della Caritas diocesana in questo momento storico. La modalità è quella del “noi”, della rete, delle relazioni che funzionano solo se curate, del lavoro in sinergia tra gli operatori appassionati delle istituzioni, delle associazioni, delle cooperative e dei singoli cittadini di buona volontà. L’obiettivo è quello di ripartire da questo momento di crisi per dar vita a comunità locali che siano realmente includenti, luoghi in cui le persone, anche se in condizioni di fragilità, sono portatrici di una diversità che è ricchezza ed è importante che siano percepite come delle risorse, e non come un problema o un peso.

L’evento sarà in presenza, per dare volto alla pluralità creativa del “noi” dopo mesi di necessario distanziamento.

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