giovedì 11 Agosto 2022
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TASI tassa iniqua, secondo la Uil di Roma e Lazio a Latina si paga più della Capitale

di Redazione – Dopo l’approvazione delle aliquote per la TASI in Consiglio comunale a Latina, l‘opposizione aveva urlato alla stangata per i contribuenti e anche la Uil pensionati aveva messo in evidenza con una serie di calcoli e simulazioni la situazione drammatica per i contribuenti latinensi che rischiano di pagare molto più dell’IMU.

Adesso anche la Uil di Roma e Lazio parla di “iniquità sociale” e denuncia la situazione di Latina e Frosinone dove si registrano gli importi più alti della regione. Nel capoluogo pontino l’aliquota sulla prima casa è del 3,3 per mille e una famiglia con un figlio potrebbe arrivare a pagare 184 euro cioè ben 132 euro in più rispetto all’Imu del 2012.

Paradossalmente si paga di meno nella Capitale dove la TASI per una prima casa di cinque vani con rendita catastale di 450 euro, con reddito Isee di 10 mila euro e reddito irpef di 20 mila euro ammonterà a 79 euro, quindi 99 euro in meno rispetto all’Imu 2012 e nel caso di un’abitazione sempre di cinque vani, ma con rendita catastale di 750 euro, reddito Isee di 16 mila e Irpef di 20 mila euro, si pagherà 285 euro, però di 145 euro inferiore rispetto alla vecchia Imu per le famiglie senza figli e meno 95 euro per quelle con un figlio a carico.

“Ciò significa – spiega il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – che l’importo medio sarà identico per le famiglie, a prescindere dalla presenza dei figli perché la nuova tassa è meno equa della precedente.”

“Di conseguenza – insiste Bombardieri -, ancora una volta, la tassazione andrà a colpire soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati. Mentre si avvantaggeranno proprio le fasce sociali che più potrebbero permettersi importi elevati”.

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